Musicisti aversani
Aversa e la Musica, un binomio eccezionale Rosaria Rossi | Archivio de il nuovo L’Eco di Aversa

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La musica è l’arte e la scienza dei suoni combinati secondo determinati principi; questa disciplina, fin dall’antichità, è stata parte integrante d’ogni singolo uomo. Ascoltando con attenzione le sette note che compongono la musica, si possono provare delle  bellissime sensazioni che ti entrano nel cuore e non ti lasciano più grazie all’incredibile armonia e al meraviglioso suono dovuto, principalmente, alla grandissima capacità degli artisti che  hanno dedicato e dedicano il loro amore a quest’arte mettendo, contemporaneamente, la passione e l’insieme delle vibrazioni che essa genera.

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Aversa di musica ne sa qualcosa, infatti, oltre ad essere da sempre la genitrice della mozzarella e delle scarpe, questa città in passato è stata partecipe alle più grandi manifestazioni musicali grazie ai vari avvenimenti che hanno visto partecipi grandiosi artisti come: Domenico Cimarosa, Niccolò Jommelli e Gaetano Andreozzi in arte Jommellino.

Se parliamo del grande

Niccolò Jommelli,

è giusto far presente che l’uomo aversano nacque nel 1714; fu un musicista d’elevate concezioni artistiche il quale curava molto l’espressione drammatica e la verità psicologica. Scomparso nel 1774, lasciò come patrimonio alla sua amata Aversa importantissime opere, tra loro ricordiamo: Ricimero, Fetonte; l’Olimpiade, Demofoonte, Miserere e molte altre. 

Anche

Domenico Cimarosa

fu uno degli esponenti musicali più illustri del periodo settecentesco. Nato nel 1749, fu un uomo che amò tantissimo viaggiare, stette, addirittura, presso la corte di Caterina II a San Pietroburgo.  Con Cimarosa abbiamo un nuovo aspetto dell’opera buffa che in questo periodo s’arricchì di sensibilità romantica attraverso una fusione di strumenti e voci musicali. Tra le opere di quest’artista, quelle che si conoscono maggiormente sono: Italiana in Londra, Artemisia, Il Matrimonio Segreto, Caio Mario ed Il Pittore Parigino.

Entrambi i musicisti sono due eccezionali artisti, e proprio per questo motivo gli sono stati dedicati alcuni dei maggiori monumenti ed istituti scolastici aversani. Per Niccolò Jommelli è giusto citare il Liceo psico-pedagogico e linguistico che prende il suo nome; per Domenico Cimarosa è lecito ricordare il monumento situato nei pressi della stazione ferroviaria e che è stato messo in quel posto proprio in suo onore.

Anche se meno conosciuto, in ogni modo ha la sua importanza

Gaetano Andreozzi in arte Jommellino,

l’uomo ricordato anche perché era il nipote di Niccolò Jommelli. Anch’egli grandioso musicista, nacque ad Aversa nel 1763. Da giovanissimo studiò canto sotto la guida di valenti insegnanti e poi, in seguito, apprese la composizione dallo zio. Jommellino viaggiò molto, si diresse in Russia, in Spagna e per tutta l’Italia, ma in ogni caso, in questo continuo spostarsi da un luogo all’altro, riuscì a comporre delle opere e tra quelle che ci sono giunte ricordiamo: La Morte di Cesare, Bajazet, Catone in Utica, Didone abbandonata e Giovanna D’Arco. Non fu un artista munito di grande originalità, ma possedeva una certa vena melodica che gli permetteva di comporre.

Aversa può dunque definirsi una vera città artistica per le manifestazioni passate e per quelle che, speriamo, si facciano in futuro. Gli aversani non dovrebbero sottovalutare la loro città come spesso fanno perché, studiando le sue origini, si possono scoprire tante cose interessanti che ti fanno esser fieri di viverci. Aversa e la musica sono un binomio eccezionale ed è giusto che sia sempre così!